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Storia
“Se non posso toglierti questo peso dalle spalle, ti aiuto a portarlo”

L’Oasi dell’Accoglienza è una grande casa colonica nei dintorni di Fano, nella provincia marchigiana di Pesaro-Urbino. Costruita su un’altura che ha la vista dei campi da un lato e del mare dall’altro, è un luogo immerso nella pace e nel silenzio, così gradevole da sembrare un piccolo paradiso.

Ciò che rende questo luogo una vera “oasi”, oltre all’aspetto profondamente sereno e gradevole della Casa, è soprattutto quello che avviene dentro e intorno ad essa: sono le persone che vi abitano, le lingue che si parlano, le emozioni che si vivono, i genitori che preparano il cibo, i bambini che mangiano, dormono, giocano, e il rapporto che li lega tutti. È lo spirito dell’Accoglienza.


L’Associazione “Oasi dell’Accoglienza” è stata fondata nel 1992 da Maria Chiera e un gruppo di amici con l’obiettivo di accogliere gli ammalati di talassemia e le loro famiglie durante il periodo di terapie per sottoporsi al trapianto di midollo osseo ed accompagnarli durante questo spesso non facile percorso.

Prima di intraprendere quella che si presentava come un’avventura complessa, forse un sogno irrealizzabile, Maria ha cercato un confronto con Madre Teresa di Calcutta, suo modello di vita spirituale. Madre Teresa conosceva bene il problema della talassemia, molto diffusa in India, e ha benedetto il progetto di Maria con queste parole: “Legati ai tuoi amici, sei sulla strada giusta. Vai avanti e non voltarti più indietro”.

Così è stato, e dopo un lungo e complesso cammino di sensibilizzazione per raccogliere fondi e risorse per la ristrutturazione di una vecchia casa nella campagna di Fano, nel 1997 viene finalmente inaugurata la Casa di Accoglienza di Sant’Andrea in Villis, dove cominciano ad essere accolte numerose famiglie provenenti da ogni parte del mondo.

Nel 2004, in seguito al trasferimento del Progetto Internazionale Talassemia da Pesaro, dove era nato e cresciuto, a Roma, la maggior parte delle famiglie accolte a Fano si sono trasferite nella capitale per seguire l’équipe del professor Lucarelli. Per non abbandonare tutte le persone che fino a quel momento avevano l’Oasi come punto di riferimento, Maria e i suoi amici hanno preso la decisione di aprire una seconda Casa a Roma, vicina all’Ospedale di Tor Vergata, una delle Ematologie in cui lavora l’équipe di trapianti della fondazione IME (Istituto Mediterraneo di Ematologia).


In questi anni l’Oasi ha accolto tantissime persone ed è diventata una vera “famiglia di famiglie”, un piccolo mondo dove si incontrano lingue, razze, religioni e culture, e dove tutti convivono dandosi reciprocamente aiuto e amicizia.

L’Associazione è spesso al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. La storia di questa Opera e la sua importanza sono state più volte rilevate dal servizio televisivo e diffuse su tutto il territorio nazionale e internazionale tramite pubblicazioni di libri ed articoli.